"Mi diresti quale strada dovrei prendere da qui?"
Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie
"Dipende molto da dove vuoi arrivare."

Da qualche tempo senti che qualcosa dovrebbe cambiare. Un giorno pensi di cercare un altro lavoro; quello dopo ti sembra più sensato restare. Valuti un trasferimento, un nuovo progetto o la possibilità di interrompere qualcosa che non ti corrisponde più. Appena una scelta diventa concreta, emergono ragioni altrettanto forti per non compierla.
Cerchi informazioni, fai confronti, chiedi pareri. Una possibilità sembra quella giusta; poi un dubbio rimette tutto in discussione. Sei stanco, ma non più vicino a una decisione.
La tua vita comincia a svolgersi al condizionale: potresti cambiare, vorresti cominciare, prima o poi deciderai. Intanto anche non scegliere produce conseguenze. Se ti domandano che cosa vuoi, la risposta rimane: «Non lo so».
Quando non sai cosa fare della tua vita
Sentirsi persi non significa non avere possibilità. A volte le strade sono molte, ma nessuna riesce a diventare propria. Puoi passare da un progetto all’altro oppure restare fermo aspettando una certezza che non arriva.
Può riguardare il lavoro, una relazione, il luogo in cui vivere o il formare una famiglia. In alcuni momenti prevale il desiderio di cambiare; in altri, la paura di perdere ciò che hai costruito. Entrambe le posizioni possono sembrarti autentiche.
Il disorientamento può trasformarsi in ansia, irritabilità e pensieri continui. Fai fatica a concentrarti sul presente perché valuti vite alternative. Gli altri sembrano andare avanti mentre tu resti indietro. Ogni cosa appare provvisoria finché non avrai capito che cosa fare.
Quando la situazione si prolunga, occorre comprendere perché nessuna possibilità riesca a essere scelta, vissuta o abbandonata.
Perché i pro e i contro non bastano
Davanti a una decisione difficile è naturale confrontare vantaggi e svantaggi. Questo chiarisce gli aspetti concreti, ma non sempre risolve il problema. Due alternative possono essere entrambe ragionevoli e comportare conseguenze non confrontabili con un semplice calcolo.
Un lavoro più sicuro e uno più interessante non rappresentano soltanto condizioni economiche diverse. Possono corrispondere a modi differenti di immaginare te stesso e il futuro. Per questo occorre capire quale valore abbiano per te la sicurezza, il cambiamento o la possibilità di costruire qualcosa di tuo.
Le informazioni descrivono le alternative. Per decidere devi anche riconoscere desideri, paure e contraddizioni.
Quando scegli soltanto per smettere di avere paura
L’ansia può trasformare una decisione complessa in un problema da chiudere il prima possibile. Scegli impulsivamente per ottenere sollievo oppure ti rifugi nell’alternativa più sicura. Dopo poco, ciò a cui hai rinunciato torna a pesare e ricominci a dubitare.
Può accadere anche il contrario: rimandi perché nessuna possibilità elimina tutti i rischi. Aspetti una sicurezza assoluta o che una strada diventi evidentemente migliore. Nel frattempo un’occasione si chiude o sono le circostanze a decidere al posto tuo.
In entrambi i casi stai soprattutto regolando l’ansia: scegli in fretta o non scegli per sottrarti all’incertezza. Comprendere questo passaggio aiuta a distinguere ciò che desideri dalla soluzione che ti fa sentire subito più al sicuro.
Scegliere significa anche rinunciare
Ogni scelta importante apre una possibilità e ne chiude un’altra. Può essere più difficile accettare ciò che perderesti che capire cosa potresti ottenere. Una decisione può essere desiderabile e comportare comunque tristezza, paura o rimpianto.
Se cerchi una scelta priva di rinunce, rischi di restare bloccato tra vite incompatibili. Puoi volere stabilità e libertà, appartenenza e autonomia, continuità e cambiamento. Nessuno dei due desideri deve essere falso: occorre attribuire loro un peso e accettare di non poterli realizzare entrambi nello stesso modo.
Anche le persone importanti entrano nelle nostre decisioni. Considerarne i bisogni è diverso dal vivere secondo le loro aspettative. Se scegli soltanto per non deludere qualcuno, potresti attribuirgli la responsabilità di una vita che non riconosci come tua.
A volte il blocco dipende dal modo in cui hai formulato il problema: potresti sentirti costretto fra due alternative estreme e non vedere compromessi o possibilità diverse.
Che cosa può esserci in gioco
Non sapere cosa fare della propria vita può avere significati differenti. Potresti temere di sbagliare e confermare un giudizio negativo su di te, oppure vivere ogni decisione come irreversibile. Potresti sapere cosa sarebbe ragionevole fare, ma non che cosa desideri.
Restare indeciso può anche evitare di mettere alla prova qualsiasi possibilità. Finché una vita rimane immaginata può essere perfetta; quando cominci a viverla, incontri i suoi limiti e i tuoi.
Il senso dell’indecisione va compreso nella tua storia e nel momento che attraversi, senza stabilire in anticipo quale scelta dovresti compiere.
Come possiamo lavorarci
Nel lavoro psicologico partiremo dalle decisioni che oggi ti tengono fermo. Ricostruiremo alternative, conseguenze e ciò che temi di perdere. Cercheremo di distinguere i vincoli reali da ciò che l’ansia rende intollerabile, e i tuoi desideri da ciò che senti di dover volere.
Parlarne con uno psicologo non significa ricevere istruzioni. Non ti dirò se lasciare un lavoro, trasferirti o continuare una relazione: ti aiuterò a considerare possibilità, motivazioni e conseguenze senza eliminare immediatamente ogni dubbio.
Potremo chiederci se la scelta sia formulata nei termini giusti e quale margine esista per procedere per passi. Una decisione consapevole non è priva di paura: è una decisione della quale riconosci il significato e assumi anche il costo.
Un primo colloquio per fare il punto
Non devi arrivare al primo incontro con una domanda già ordinata. Puoi partire dalla sensazione di essere fermo o dalla scelta sulla quale continui a cambiare idea.
Il primo colloquio è gratuito: facciamo insieme il punto della situazione e valutiamo il da farsi. Al termine ti darò la mia valutazione e discuteremo se sia utile intervenire e come. Potrai poi decidere senza alcun obbligo di fissare altri incontri.
Ricevo a Tivoli e online. Per un primo contatto bastano poche righe, anche soltanto: «Mi sento perso e non riesco a prendere una decisione».
Se pensi di poterti fare del male o ti trovi in una situazione di pericolo immediato, chiama il 112 o recati al pronto soccorso. Un normale contatto per fissare un colloquio non è adatto a gestire un’emergenza.

