Crisi di coppia: quando non sai se restare o separarti

Non siamo mai così indifesi di fronte alla sofferenza come quando amiamo.

— Sigmund Freud, Il disagio della civiltà

Le crisi di coppia sono molto più sfumate e difficili nella realtà di come ci vengono di solito presentate dai media e dalla letteratura.

Da qualche tempo basta poco per irritarti. Un commento, un’abitudine che conosci da anni. A volte vorresti soltanto essere lasciato in pace. Avete smesso di cercarvi e parlate soprattutto di impegni, figli e cose da organizzare.

Durante una discussione pensi che non puoi continuare così. Immagini una vita diversa. Poi il litigio finisce e tornano le responsabilità, gli affetti e la paura di distruggere qualcosa che non appartiene soltanto a voi due.

Non sai se desideri ancora quella relazione. Sai, però, che non vuoi perdere la famiglia. Così rimani in mezzo: troppo insofferente per stare davvero nella coppia, troppo legato a ciò che avete costruito per pensare di lasciarla.

Quando una crisi di coppia dura nel tempo, la domanda “restare o separarsi?” può sembrare l’unica possibile. Prima di rispondere, può essere necessario capire che cosa si è rotto e che cosa senti di mettere a rischio in entrambe le direzioni.

Quando stare insieme diventa difficile

Una coppia può attraversare periodi difficili senza che questo significhi che sia finita. Ma il problema cambia quando il malessere si ripete e comincia a organizzare la vita quotidiana.

Eviti di tornare a casa o cerchi occasioni per stare altrove. Oppure riduci le conversazioni al necessario per paura della solita discussione. Puoi sentirti solo quando siete nella stessa stanza o provare sollievo quando il partner non c’è.

Ti chiedi se quello che provi sia abbastanza grave da giustificare una scelta. Intanto dormi male, sei irritabile e passi dal desiderio di chiudere tutto all’impossibilità di farlo.

Questi segnali non stabiliscono se dobbiate separarvi. Dicono però che la crisi sta avendo un costo e che può essere utile occuparsene, anche se non hai ancora deciso che cosa vuoi.

Che cosa ti allontana e che cosa ti trattiene

Nella stessa relazione possono convivere affetto e risentimento, desiderio di libertà e bisogno di appartenenza. Puoi non sopportare più il modo in cui vivete insieme e continuare a riconoscere nel partner una persona importante. Puoi desiderare che qualcosa cambi, senza sapere se vuoi cambiare la relazione o uscirne.

La frase di Freud mette in primo piano la vulnerabilità dei legami. Quando ami, o hai amato, non rischi soltanto di perdere una persona. Puoi sentire minacciata la storia condivisa, l’idea del futuro e quella che hai di te come partner o genitore.

La scelta può così diventare paralizzante. Separarti sembra un fallimento; restare, una rinuncia a vivere diversamente. Rimandare permette di non scegliere nessuna delle due perdite, ma lascia intatto il conflitto.

Restare insieme per la famiglia

Dire “non voglio lasciare la famiglia” può contenere molte cose: i figli, la casa, le responsabilità, le abitudini e il posto che quella famiglia occupa nella tua identità.

Tutto questo non è un dettaglio da mettere da parte per scoprire che cosa provi davvero. Fa parte della decisione. Allo stesso tempo, proteggere la famiglia può assumere significati diversi: preservare a ogni costo la forma attuale, provare a cambiare il modo in cui state insieme oppure riconoscere che i rapporti familiari dovranno essere organizzati diversamente.

Non esiste una risposta generale alla domanda se sia meglio restare insieme per i figli. Nemmeno il desiderio di non farli soffrire rende automaticamente chiaro il da farsi. Può essere importante distinguere la responsabilità verso di loro dalla paura, dal senso di colpa e dall’immagine di famiglia che temi di perdere.

Quando la crisi riguarda anche il momento della tua vita

Ciò che accade nella coppia dipende anche dal rapporto concreto tra due persone: da quello che ciascuno fa, chiede, evita o non riesce più a dare. Sarebbe riduttivo considerare ogni insofferenza soltanto un problema personale.

Ma una crisi può anche concentrare domande sulla tua vita. Forse non ti riconosci più nel ruolo che hai occupato per anni. Forse senti di aver rinunciato a parti di te e ne attribuisci al partner la responsabilità. Oppure temi che lasciare la relazione significhi affrontare anche la domanda su chi sei e come vuoi vivere.

Comprendere la crisi significa allora distinguere che cosa appartiene al rapporto, che cosa al periodo che stai attraversando e che cosa tende a ripetersi nella tua storia. Non per distribuire colpe, ma per capire su quali aspetti puoi intervenire e quali decisioni sei davvero chiamato a prendere.

Come possiamo lavorarci

Possiamo partire dagli episodi nei quali la crisi diventa più evidente: una discussione che si ripete, il silenzio che segue, il momento in cui immagini di andartene. Ricostruiremo che cosa succede tra voi e che cosa ciascuna possibilità rappresenta per te.

Cercheremo di dare parole sia all’insofferenza sia al legame. Che cosa è diventato intollerabile? Che cosa speri ancora possa cambiare? Che cosa perderesti separandoti, oltre alla relazione? E che cosa rischi di perdere di te continuando a vivere nello stesso modo?

Il lavoro non serve a convincerti a salvare la coppia o a lasciarla. Può aiutarti a non decidere soltanto per sottrarti al dolore del momento. Si potrà eventualmente valutare un lavoro con entrambi; puoi comunque chiedere un aiuto individuale se l’altra persona non vuole partecipare.

Un primo colloquio per fare il punto

Non devi avere già una decisione, né sapere se il problema riguardi te, il partner o la relazione. Puoi cominciare da una frase semplice: “Non sopporto più questa situazione, ma non voglio perdere la mia famiglia”.

Il primo colloquio è gratuito: facciamo insieme il punto della situazione e insieme valutiamo il da farsi. Al termine ti darò la mia valutazione e discuteremo se sia utile intervenire e in quale modo. Potrai decidere senza alcun obbligo di fissare altri incontri.

Ricevo a Tivoli e online.

Se pensi di poterti fare del male o ti trovi in una situazione di pericolo immediato, chiama il 112 o recati al pronto soccorso. Un normale contatto per fissare un colloquio non è adatto a gestire un’emergenza.