
Essere genitori non significa sapere sempre cosa fare. Anzi, Freud definiva l’educazione un mestiere impossibile! A volte i comportamenti di un figlio diventano difficili da comprendere, la comunicazione si complica oppure ogni tentativo di aiutare sembra produrre l’effetto opposto. Ed arriva il momento in cui senti di avere perso un equilibrio che prima funzionava.
Il sostegno alla genitorialità è uno spazio nel quale puoi fermarti, raccontare ciò che sta accadendo e cercare nuove possibilità. Non è un esame sulle tue capacità di genitore e non serve a stabilire se hai fatto tutto nel modo giusto. Serve a comprendere la situazione e ad aiutarti ad affrontarla con strumenti più adatti.
Chiedere un sostegno non significa ammettere di essere un cattivo genitore. Significa riconoscere che una situazione è diventata difficile e provare a guardarla da un punto di vista diverso.
Cos’è il sostegno alla genitorialità
Il sostegno alla genitorialità è un percorso psicologico rivolto a uno o a entrambi i genitori. Il figlio non deve necessariamente partecipare agli incontri: il lavoro può concentrarsi sul tuo modo di vivere la situazione, sulla relazione con lui e sulle difficoltà che incontri nel tuo ruolo.
Non riceverai un manuale con le regole del genitore perfetto. Ogni famiglia ha una storia, un equilibrio e bisogni differenti. Il mio compito è aiutarti a capire cosa sta succedendo, riconoscere le risorse che già possiedi e trovare modi nuovi per affrontare i problemi.
Questa forma di consulenza genitoriale può essere utile davanti a una difficoltà precisa, ma anche quando senti il bisogno di confrontarti prima che il problema diventi più grande. A volte bastano pochi incontri; altre volte può essere opportuno un lavoro più continuativo. Lo valuteremo insieme.
Benefici del sostegno alla genitorialità
Capire cosa sta succedendo
Quando una difficoltà dura nel tempo, è facile concentrarsi soltanto sull’ultimo litigio, sull’ultima regola non rispettata o sull’ultimo comportamento che ha creato preoccupazione. Il sostegno genitoriale può aiutarti a ricostruire il quadro complessivo: che cosa è cambiato, quando è iniziato il problema e quali reazioni stanno contribuendo a mantenerlo.
Capire non significa trovare un colpevole, ma dare un senso a ciò che sta accadendo e non rispondere soltanto all’emergenza del momento.
Migliorare la comunicazione con tuo figlio
A volte genitori e figli continuano a parlare, ma hanno smesso di capirsi. Una richiesta diventa un attacco, una preoccupazione un controllo e un tentativo di protezione una mancanza di fiducia.
Durante gli incontri possiamo osservare questi meccanismi e cercare un modo diverso di comunicare. L’obiettivo non è evitare ogni conflitto, ma riuscire a parlare anche delle cose difficili senza trasformare ogni confronto in uno scontro o in un silenzio.
Affrontare un cambiamento
La nascita di un figlio, l’ingresso a scuola, l’adolescenza, una separazione, una nuova relazione o un cambiamento nell’organizzazione familiare possono mettere in discussione equilibri consolidati. Anche eventi positivi richiedono un adattamento e possono portare tensioni inattese.
Un percorso di supporto alla genitorialità può aiutarti a comprendere la nuova fase e a distinguere le difficoltà temporanee dai segnali che meritano attenzione.
Ritrovare una linea comune tra genitori
Due genitori possono volere il bene del figlio e avere idee diverse su regole, autonomia, scuola o libertà. Il problema nasce quando ogni decisione produce un conflitto oppure il figlio riceve messaggi contraddittori.
Il sostegno alla genitorialità può offrire uno spazio per chiarire le rispettive posizioni e cercare una direzione condivisa. Non serve a decidere quale genitore abbia ragione, ma a costruire accordi che entrambi possano comprendere e sostenere.
Come funziona
Quando un figlio è in difficoltà, non è sempre semplice capire chi debba essere coinvolto. Può essere utile lavorare con i genitori, incontrare direttamente il ragazzo oppure valutare un intervento che coinvolga più membri della famiglia.
Il primo passo non deve essere deciso prima di chiedere aiuto. Possiamo fare insieme il punto della situazione e capire se il sostegno ai genitori sia sufficiente o se sia più indicato proporre un altro tipo di intervento.
Il primo contatto può farlo anche un solo genitore
Puoi contattarmi anche se l’altro genitore non è disponibile, non è convinto oppure non può partecipare. Possiamo svolgere il primo colloquio insieme e concentrarci su ciò che stai vivendo. Non formulerò giudizi su persone che non ho incontrato: ti aiuterò a comprendere la situazione dal tuo punto di vista.
Se durante la valutazione emergerà l’utilità di coinvolgere l’altro genitore, ne discuteremo. La sua partecipazione non viene data per scontata e non è una condizione necessaria per chiedere un primo confronto.
Se riterremo utile coinvolgere direttamente vostro figlio o vostra figlia minorenne, sarà invece necessario acquisire il consenso di entrambi i genitori, o comunque di chi esercita la responsabilità genitoriale. Prima di procedere chiariremo insieme modalità e obiettivi dell’intervento.
La valutazione iniziale è gratuita
Il primo colloquio è gratuito e serve a fare insieme il punto della situazione. Cercheremo di comprendere che cosa sta accadendo, quali tentativi hai già fatto e che cosa vorresti cambiare. Al termine ti darò la mia opinione sul da farsi.
Non è necessario avere già le idee chiare o riuscire a raccontare tutto con ordine. Il colloquio serve anche a questo. La valutazione non ti impegna a iniziare un percorso: dopo aver discusso le possibilità, la decisione resta tua.
In presenza oppure online
Gli incontri di sostegno alla genitorialità possono svolgersi in presenza nello studio di Tivoli oppure online. Possiamo scegliere la modalità più adatta alle tue esigenze e, quando è utile, alternare gli incontri in studio e quelli a distanza.
La frequenza viene concordata insieme. In base alla situazione ti proporrò quella che ritengo più utile, spiegandoti le ragioni della mia indicazione. Potremo poi modificarla se le esigenze cambiano.
Non sai come spiegare il problema?
Se ti senti confuso o non sai bene come raccontare quello che sta succedendo, va bene così. Contattami e ti aiuterò a mettere a fuoco il problema e a trovare le parole per spiegarlo.
Se pensi di poterti fare del male o ti trovi in una situazione di pericolo immediato, chiama il 112 o recati al pronto soccorso. Un normale contatto per fissare un colloquio non è adatto a gestire un’emergenza.

